Boris Leonidovič Pasternak (Mosca, 10 febbraio 1890 – Peredelkino, 30 maggio 1960), poeta e scrittore russo, è universalmente noto per il suo primo e unico romanzo, Il dottor Živago. Insignito del Nobel per la Letteratura nel 1950, fu costretto dal regime sovietico a rifiutare il premio.
BORIS PASTERNAK
NOTTE D'INVERNO
Non è dato correggere il giorno con sforzi di lampade, né sollevare alle ombre i veli di gennaio. Sulla terra è inverno e il fumo dei fuochi non riesce a raddrizzare le case, che giacciono coricate fianco a fianco.
Panini di lampioni e marzapane di tetti e nero su bianco nella neve lo stipite della palazzina: è casa signorile e in essa io sono istitutore. Sono solo -ho mandato l'allievo a dormire.
Nessuno è atteso. Ma è tirata la tenda. È tutto cumoli il marciapiede, ingombro il terrazzino. Ricordo non agitarti! Saldati a me! Credi e fammi credere che sono un tutt'uno con te.
Di nuovo volto a lei? No, non ne sono turbato. Chi le ha rivelato i tempi, chi l'ha messa sulla traccia? Fu quel colpo l'origine di tutto. Quanto al resto ora, grazie a lei, non me ne importa.
È tutto cumoli il marciapiede. Tra le biforcature della neve le gelate bottiglie delle lastre di ghiaccio nude, nere. Panini di lampioni e sul comignolo, come gufo, nelle piume affondato, un fumo ritroso.
1913, 1928
(da Poesie d’amore, 1988 - Traduzione di Evelina Pascucci)
Il Monte Santo di Lussari (1.790 ms.l.m. – detto anche Svete Višarje, “Le sante alture”, in sloveno, Mont Sante di Lussari in friulano e Luschariberg in tedesco) è una montagna delle Alpi Giulie. Si trova nel comune di Tarvisio (UD), a sud della frazione di Camporosso.Da sempre questo tempio mariano è denominato “dei tre popoli” in quanto luogo d’incontro, per le genti latine, slave e tedesche.
Con i suoi 1.789 m s.l.m., non è una delle maggiori cime delle Alpi Giulie e deve la sua fama principalmente al convento sorto nel XVI secolo in cima al monte.
Dalla sua sommità si gode un ampio panorama sulla conca del tarvisiano e sulle alture circostanti, quali i gruppi del Mangart e del Jof di Montasio. Dalla cima si dipartono diversi sentieri, il più noto dei quali è quello che porta alla Cima del cacciatore a 2.071 m s.l.m.
La prima cappella, della quale non rimane più traccia, venne costruita nel 1360 nel luogo ove secondo la tradizione venne ritrovata una statuetta della Madonna col Bambino.
L’attuale chiesa risale invece al 1500 ed al 1600. Nel corso dei secoli ha subito alcuni danneggiamenti: nel 1807 venne colpita da un fulmine e nel 1915 venne bombardata, ma venne sempre ricostruita. Nell’anno 2000, in occasione del Giubileo, la chiesa è stata completamente ristrutturata e rinnovata.
La chiesa è chiamata anche “dei tre popoli”, in quanto è luogo di pellegrinaggio per le genti di tutte e tre le stirpi linguistiche confinanti: quella germanica (col tedesco), quella romanza (con friulano e italiano) e quella slava (con lo sloveno).
La chiesa che ammiriamo oggi è stata riedificata nel 1924 dopo le devastazioni della Prima Guerra Mondiale. L’edificio si presenta ad un’unica navata coperta da un bellissimo e singolare soffitto ligneo a carena di nave.
L’interno della chiesa presenta dipinti pregevoli, opera del pittore sloveno Tone Kralj. Lateralmente si aprono due cappelle dedicate a Sant’Anna e a San Giuseppe. Nell’abside di forma poligonale vi è la nicchia dove è posta la piccola statua in legno di tiglio della Madonna col Bambino, i cui mantelli sono in lamina d’argento. Secondo un’antica tradizione, nell’anno 1360 sul Lussari un pastore di Camporosso smarrì le sue pecore, che ritrovò poco dopo inginocchiate attorno ad un cespuglio di pino mugo.
Con grande meraviglia egli si accorse che al centro del cespuglio si trovava la statuetta di una Madonna con Bambino. Il Patriarca di Aquileia ordinò che sul luogo in cui venne ritrovata la statua venisse costruita una cappella che non vi sono più tracce. Questa venne sostituita nel 1500 dall’ attuale coro in pietra, compresa la volta.
Nel 1960 venne celebrato il 6° centenario del Santuario. In tale occasione la chiesa venne restaurata e vennero avviati molti lavori di ammodernamento alle case del Santuario. L’opera di ristrutturazione più importante coincide però con il Giubileo del 2000. Nell’occasione sono stati eseguiti notevoli lavori di manutenzione nel Santuario ed è stata completamente rinnovata la canonica.
Il Lussari è sempre stato per la popolazione slovena il luogo di pellegrinaggio per eccellenza.
dal web
Mio padre andava a piedi con sua madre,era usanza andarci almeno una volta all’anno dalla Val Cornappo.La fede era grande un tempo.